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Il lancio del riso

Confetti – Piccoli assaggi di matrimoni: Il lancio del riso from Genovavideo Wedding on Vimeo.

Perchè si lancia il riso agli sposi?

Le tradizioni che accompagnano le cerimonie nuziali hanno origini antiche e sono presenti in culture molto diverse tra loro, ma ovunque hanno lo scopo di augurare abbondanza, fertilità, e prosperità alla nuova famiglia che si è formata: nei riti matrimoniali dei Romani si spargeva abbondante grano di fronte alla sposa, mentre in Grecia si facevano piovere sulla coppia piccoli dolci di riso.

La tradizione, che si è infine cristallizzata nel lancio del riso e nei confetti offerti agli invitati, era un tempo molto più articolata: ancora alla fine dell’Ottocento, in Sicilia si lanciavano sul corteo nuziale confetti, frumento, noci e riso, ma anche sale, simbolo di saggezza. In altre regioni italiane, così come in Francia, si lanciava solo il grano.

Forse l’uso del riso ha anche risentito di influssi orientali o è dovuto alla sua maggiore diffusione rispetto al grano, tanto che nel XVI secolo si è affermato in Europa ed è stato simbolicamente associato alla fertilità e all’abbondanza.

Per il suo colore bianco, inoltre, il riso evoca il colore prevalente del matrimonio occidentale, che dall’Ottocento è appunto il bianco, simbolo di virtù.

 

Vocabolario:

  • lanciare: gettare un oggetto lontano, a mano o per mezzo di apposito strumento;
  • la cerimonia nuziale: complesso di gesti rituali che accompagnano il matrimonio religioso;
  • l’origine: l’inizio, la nascita
  • l’abbondanza: grande quantità (e spesso anche disponibilità) di determinate cose;
  • la fertilità: fecondità;
  • la prosperità: stato di grande benessere soprattutto economico;
  • spargere: gettare, versare più o meno uniformemente in punti diversi di uno stesso luogo una certa quantità di cose di piccole dimensioni e della stessa specie;
  • il grano
  • il confetto: piccolo dolce formato da un nucleo centrale di mandorla, pistacchio, nocciola, ecc., rivestito da uno strato di zucchero più o meno spesso e talvolta colorato;
  • l’invitato: persona che è stata invitata a partecipare ad una festa, celebrazione, evento, ecc.;
  • articolato: complesso;
  • il corteo nuziale: seguito di persone che accompagna gli sposi in chiesa;
  • il frumento
  • risentire di qc.: venire influenzati da qc.;
  • il secolo: periodo di cento anni;
  • affermarsi: acquistare credito e importanza;
  • evocare qc.: richiamare alla mente qc.;
  • prevalente: che domina sugli altri;
  • appunto: proprio, precisamente;
  • la virtù: disposizione d’animo volta naturalmente al bene.

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Lessico: Il giornale e l’edicola

I tempi sono cambiati. Oggi, per soddisfare il nostro bisogno di informazione, leggiamo normalmente le edizioni online dei giornali. Soprattutto la parte gratuita, cioè quella per cui non c’è bisogno di abbonamento.

Se proprio vogliamo sentirci rilassati, come una volta, compriamo un giornale di carta (l’aggettivo che si usa in italiano è “cartaceo“) e ci mettiamo a sfogliarlo. La sensazione della carta di giornale sotto le dita è unica e non potrà mai essere sostituita da un giornale elettronico.

Una volta (e ancora oggi, anche se sempre di meno) il giornale si comprava in un piccolo chiosco chiamato “edicola”. La cosa interessante è che la stessa parola “edicola“, si usa in italiano per quelle piccole nicchie che contengono la Madonna o un santo e si trovano nelle chiese o lungo i pellegrinaggi. Quindi l’acquisto di un giornale aveva qualcosa di sacro!

edicola religiosa

Il giornale che esce ogni settimana è un settimanale. Esistono poi i quindicinali e i mensili. Esistono i giornali illustrati, che hanno molte fotografie, quelli scandalistici, che ci informano sugli amori e gli scandali dei vip.

Nel linguaggio dei giornali, con il passare del tempo si sono diffuse parole inglesi come magazine o addirittura fanzine (una rivista specializzata per fan di un certo argomento).

Tra i giornali più venduti in Italia ci sono sempre i quotidiani sportivi. Quello di colore rosa (la Gazzetta dello Sport) e quello bianco (il Corriere dello Sport).

Io che scrivo, ho un ricordo. Mio padre che esce il sabato mattina e dice: “Vado a comprare il giornale”. Quando torna, oltre al giornale ci sono dei fiori per mia madre e un dolce per me.

Marco Montemarano

 

Vocabolario:

  • il giornale: pubblicazione giornaliera a stampa, di uno o più fogli, che reca notizie, commenti, articoli e avvisi d’ogni genere sulle più disparate materie;
  • soddisfare: appagare, contentare;
  • il bisogno: mancanza di qualche cosa;
  • sfogliare: voltare rapidamente le pagine di un libro, di una rivista, di un quaderno, ecc.;
  • sostituire: mettere una persona o una cosa al posto di un’altra;
  • l’edicola: costruzione in ferro, in legno o in muratura, collocata sul suolo di una strada o piazza pubblica, nell’atrio di una stazione o altrove, e destinata alla vendita di giornali, periodici e altre pubblicazioni;
  • la nicchia: incavo nello spessore di un muro, generalmente in forma di semicilindro verticale, o a pianta rettangolare o poligonale, terminante in alto con un quarto di sfera: costituisce elemento decorativo interno o esterno, per lo più destinato ad accogliere una statua, ma può anche avere la funzione pratica di deposito di materiali o ricovero di persone (per es., nelle gallerie ferroviarie o stradali, nelle vecchie opere di fortificazione, ecc.);
  • il pellegrinaggio: pratica devozionale consistente nel recarsi, da soli o in gruppo, a un santuario o a un luogo sacro per compiervi speciali atti di religione, sia a scopo di pietà, sia a scopo votivo o penitenziale;
  • l’acquisto: l’atto del comprare;
  • sacro: che riguarda la divinità, la sua religione e i suoi misteri, e che per ciò stesso impone un particolare atteggiamento di riverenza e di venerazione;
  • il mensile: del mese, di ogni mese, che si ripete o si rinnova mese per mese;
  • con il passare del tempo: man mano che il tempo trascorre.

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