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L’Italia che non lavora

lavoro

Ma cos’è questa crisi?, diceva una canzone degli anni Trenta. Se la misuriamo con i dati relativi all’occupazione in Italia, “questa crisi” è una cosa molto grave. Secondo l’Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Unione europea, l’Italia ha quasi 61 milioni di abitanti, ma solo 22 milioni hanno un lavoro.

Detto in altri termini: in Italia solo una persona su tre, o poco più, ha un lavoro regolare. Gli altri sono disoccupati, bambini, anziani. E poi c’è un esercito di persone adulte che non cerca lavoro, vive con il sostegno delle famiglia e per questo non risulta disoccupato.

Per fare un confronto: sempre secondo l’Eurostat, in Germania lavorano più di 40 milioni di persone, quasi la metà della popolazione. Il problema colpisce più gravemente i giovani, soprattutto se vivono in certe regioni del Sud.

La zona dove c’è meno lavoro è la provincia di Crotone, in Calabria, dove due giovani su tre emigrano, o almeno ci provano. In alcune province del Meridione la situazione è così drammatica che perfino il flusso di stranieri in cerca di lavoro è diminuito. Chi arriva in Italia dall’Africa o dall’Asia in cerca di lavoro preferisce andare in altri paesi d’Europa.

Glossario:

  • misurare: determinare la misura di una grandezza; eseguire una misurazione; prendere (o trovare, stabilire, calcolare) le misure di qualche cosa;
  • l’occupazione: l’insieme dei lavoratori occupati in un determinato settore, o in tutti i settori: l’o. agricola, terziaria; l’o. giovanile; livello, tasso di o.; le leggi sull’o.; la crisi dell’occupazione;
  • il disoccupato: s. m. e agg. chi o che non ha o non trova un’occupazione; in senso ristretto, chi è stato privato della sua abituale occupazione (e del reddito relativo) ed è quindi in cerca di un’altra (distinto perciò da inoccupato): essere, restare d.; ha il marito d. da varî mesi; il numero dei d. è in leggero aumento;
  • l’anziano: s. m. e agg. di età avanzata, in senso assoluto o in relazione ad altri: un uomo a., una signora a.; comincia ad essere a.; il più a. dei quattro non superava i quarant’anni; come s. m., spec. al plur.: i giovani e gli a.; il problema sociale degli anziani;
  • l’esercito: per estens., grande moltitudine di persone, di animali o anche di cose (con riferimento, talora, alla disposizione più o meno ordinata, oltre che alla quantità): un e. di ricercatori lavora per salvare una vita umana (Alvaro); vi siete mai trovata, dopo una pioggia di autunno, a sbaragliare un e. di formiche? (Verga);
  • il sostegno: fig. aiuto, appoggio, materiale o morale, rappresentato da persone o cose (frequenti, in questa accezione, le locuz. a sostegno, di sostegno, con valore finale): è stato lui il s. della famiglia; non gli è mai mancato il s. del padre; nella sofferenza, non gli è venuto mai meno il s. della fede; l’aviazione è intervenuta a s. delle truppe terrestri; ha addotto nuovi argomenti a s. della propria tesi;
  • il confronto: l’atto, l’operazione, il fatto di confrontare, di essere confrontato: fare il c. di due oggetti; mettere a c. le parole coi fatti; il c. delle impronte digitali è risultato negativo; i c. sono odiosi (frase proverbiale);
  • colpire: recare grave danno, materiale o morale: le loro calunnie miravano a c. soprattutto i dirigenti dell’istituto (o la loro onoratezza); ricorrevano a ogni mezzo per c. i loro avversarî politici; o ferire nell’intimo, provocare grave dolore: il suo comportamento mi colpisce profondamente; essere colpito nei proprî affetti più cari (per es., per la morte di un congiunto);
  • emigrare: lasciare il territorio di origine, per andare a vivere, temporaneamente o stabilmente, altrove, soprattutto per ragioni di lavoro: è emigrato dall’Italia in America;
  • provarci: provare in unione con una particella pron., tentare, arrischiarsi, osare: voglio provarmi anch’io; pròvati almeno a chiederglielo; se non ti ci provi neppure, non potrai mai riuscire; e con tono di minaccia: non ti ci provare nemmeno!; guarda di non provartici!; provati a darmi fastidio e vedrai!; se vi provate a toccarlo, guai a voi! (più com. con la sola particella ci, in funzione di pron. dimostr., cioè «provare a fare ciò»: pròvaci, e vedrai quello che ti succede!);
  • il Meridione: il complesso delle regioni meridionali di una nazione: il m. della Francia. Con riferimento all’Italia meridionale, è quasi sempre usato assol. (e spesso scritto con l’iniziale maiuscola): vivere, trasferirsi nel Meridione; i costumi tipici del Meridione;
  • diminuire: diventar minore: d. di peso, di pregio, di valore; è diminuito il numero degli abbonati; le entrate continuano a d.; diminuiscono le probabilità;
  • preferire: anteporre (nella stima, nell’affetto, nella simpatia, nella valutazione dei vantaggi o dei piaceri che se ne possono trarre) una persona o una cosa a un’altra o ad altre; può riferirsi a un giudizio, a un gusto personale, anche abituale: p. l’estate all’inverno; p. la prosa alla poesia; preferisco in genere il vino rosso.

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