TV · Vocabulary

L’italiano in TV: Doraemon – Le bambole spia (2a parte)

Trascrizione:

– Ehi, mi spieghi perché non ci dai una mano?
– Ci hai praticamente lasciati soli a sbrigare tutto il lavoro.
– Potete andare a casa. Tranquilli. Provvederò io a lavare il resto.
– Non vi piace pulire, giusto? Mi offro io molto volentieri. Adoro fare quello che agli altri non piace.
– E’ proprio un bravo ragazzo.
Ho sempre avuto un debole per lui. E’ il mio idolo.
– Mi raccomando ragazzi, divertitevi! E tu pulisci come si deve.
– E’ stato davvero un lavoraccio.
– Ehi, sei un po’ in ritardo.
– E di chi è la colpa?
– Ti aspettavo. Oggi andrò a giocare a baseball con i miei amici.
– Sul serio? Allora fai del tuo meglio.
– Puoi scommetterci. Ma prima devo sbrigare una commissione per mia madre.
– Che barba! E’ una scocciatura.
– Tieni. Mi ha detto che bisogna comprare mezzo chilo di carne e tre cipolle.
– Scusa, per chi mi hai preso? Per quale motivo dovrei andarci io?
– Allora dirò che il vaso …
– Mezzo chilo di maiale, per favore.
– Non è giusto. Ma perché devo fare la spesa al posto di quel furbastro di Suneo?
– Nobita, su che aspetti? Vieni qua, dai.
– Vuoi chiedermi se gioco insieme a voi a baseball?
– No, per niente. La nostra palla è caduta qui dentro. Ce la prendi tu?
– Non perder tempo, sbrigati!
– Non ci credo, sta superando ogni limite!
– Parolina magica: “vaso”.
– Che c’entra un vaso?
– E’ come una specie di incantesimo. E’ proprio uno spasso, mi sto divertendo un mondo. Non appena pronuncio la parola magica “vaso”, Nobita farà qualsiasi cosa gli dica.
– Dici sul serio?
– Nobita!
– Forza, sgancia i soldi.
– Dalli anche a me.
– Che dite? E poi perché dovrei darveli?
– Vaso!
– Nobita, guarda che hai dimenticato la borsa. Parolina magica: “vaso”.
– Mi raccomando, portala subito a casa. Già che ci sei puliscimi il cortile.
– Basta, sto impazzendo!
Non fargliela passare liscia. Non sopporto i ragazzi prepotenti!
– Non ne posso più. Mi sento con le spalle al muro.
– Non temere amico, risolverò la situazione a modo mio.
– Meno male che ci sei tu a difendermi. Grazie, sei la mia unica speranza.
– Non c’è nulla che io non possa fare, lo sai.
– Prima di tutto andiamo a scuola. Dov’è il vaso rotto?
– Nella spazzatura.
– Torcia “come prima”!
– E’ tornato come nuovo.
– Esatto. Adesso non devi più favori a nessuno.
– Sei il mio eroe! E’ fantastico! Grazie mille! Mi sento così sollevato. Ora sì che posso schiacciare un bel pisolino, senza nessun pensiero.
– Sicuro? Non ci sono altre faccende che devi sbrigare?
– Oh no, hai ragione! Mi sono scordato che ho ancora il cortile di Suneo da pulire.
– Devi ribellarti. Non ti fa impazzire il fatto che tu debba fare il suo schiavetto?
– In effetti, ora che mi ci fai pensare … Sono arcistufo di essere umiliato pubblicamente!
– Diamogli una bella lezione!
– Sì, ma in che modo?
– Le bambole spia! Con questi agenti in incognito scopriremo senza ombra di dubbio qual è il suo punto debole. Andate a cercare Suneo. Tutto ciò che vedranno le nostre spie sarà mostrato in tempo reale sullo schermo.
– Si stanno muovendo senza che nessuno le veda.
– Bene, girate a destra all’angolo!
– Accidenti, quel cane se l’è mangiate!
– Quante volte ti ho detto che non si mettono in bocca le cose trovate per strada.
– Stanno tornando indietro.
– Chissà come mai?
– Qualcuno ha perso una moneta!
– Torna qui! Non dobbiamo staccarci dallo schermo.
– Mi sa che hai ragione tu.
– E’ Suneo.
– Seguitelo!
– Sono a casa! Mamma! Oggi ho fatto una cosa che detestano tutti. Ho pulito l’aula della mia classe da solo.
– Figlio mio, sei proprio l’amore della tua mamma.
– Ma tu guarda che bugiardo.
– Prima o poi sua madre se ne accorgerà.

doraemon famiglia

Analisi lessicale:

  • dare una mano: aiutare, venire in soccorso di qualcuno;
  • avere un debole per: sentire inclinazione sentimentale, preferenza: le donne sono il suo debole; il nonno ha un debole per il nipote più piccolo;
  • fare del proprio meglio: Fare il meglio, il proprio meglio (e più spesso, con un francesismo, fare del proprio meglio), fare tutto ciò che è possibile, mettere tutto il proprio impegno per un dato scopo: cercherò di fare il mio meglio per accontentarti; ho fatto il mio meglio e se non sono riuscito non è colpa mia; m’ha promesso di fare del suo meglio per non deluderci. Con altro senso: ognuno cerca di fare il suo meglio, vedrò di fare il mio meglio, e sim., ciò che torna più vantaggioso a lui, a me;
  • furbastro: chi si comporta da furbo ma senza successo;
  • superare ogni limite: passare, oltrepassare, varcare i limiti, ogni limite, eccedere, nel male piuttosto che nel bene);
  • sganciare i soldi: figurativo, familiare, sborsare una somma di denaro, a titolo di regalo, di prestito, oppure di rimborso, d’indennità, per lo più di malavoglia, e dopo molte e insistenti richieste (e spesso in frasi negative): ce n’è voluto per far sganciare un biglietto da cento euro a quell’avaraccio di mio padre!; ho dimostrato che la ragione è dalla mia parte, ma l’assicurazione non intende sganciare un soldo; sgancia, via!, non fare il tirchio;
  • passarla liscia: evitare la punizione meritata, o superare senza danno un pericolo, un incidente;
  • mettere qualcuno con le spalle al muro: nell’impossibilità di sfuggire, di sottrarsi alle proprie responsabilità, o anche solo di difendersi;
  • arcistufo aggettivo [arci– e stufo]: più che stufo: stufo da non poterne più: sono a. di sentirlo sempre brontolare.

 

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