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L’italiano con il cinema: Il sogno di Armando

il sogno di armando

Il grano non è più quello di una volta! Dov’è la pasta italiana, il grano duro, il grano italiano?
Si è vero, si tratta di un cortometraggio creato per pubblicizzare un prodotto, un nuovo marchio di pasta di alta qualità: Grano Armando si chiama e non è la Barilla, non è il mulino felice della famiglia italiana, quella pre confezionata.
Non ci sono papà in giacca e cravatta che si recano al lavoro, in ufficio, uscendo dalla villa in Toscana dopo aver mangiato un cornetto e neanche fotomodelle in cucina al posto delle mamme. Qui Armando, il protagonista, vive nei campi di grano dell’Irpinia, dove il vento e il giallo delle spighe colorano il paesaggio. La gente è quella del posto, con le donne che puliscono i fagiolini e gli uomini nei campi con la canottiera.

La casa in cui vive è fatta di pietra, le finestre di legno scrostato. Un vecchio divano accanto alla credenza con la conserva di pomodoro, le galline davanti alla porta razzolano fra le balle di paglia e un vecchio torchio.
Il vento li fa strani! Armando vive nel grano e ama il mare, si nasconde nel campo con la maschera da sub, sogna le onde. La mamma lo asseconda, il papà è preoccupato, un piccolo folle, che cerca quello che ancora non ha. Quelli nati con il vento vanno sempre lontano! Fanno le cose con la fantasia. “Anche quando tutto ti sembra irraggiungibile devi essere felice”.
Armando corona così il suo sogno dopo tanti anni ma non ha la faccia rassicurante di Giovanni Rana, né quella berlusconiana di Francesco Amadori. Il suo volto di uomo del sud è segnato dalle rughe e dalla fatica nei campi. Le ultime immagini mostrano come si fa la pasta realmente.
Non ci sono improbabili massaie che col mattarello stendono la sfoglia, ma silos pieni di grano (rigorosamente italiano) si stagliano nel cielo azzurro della campagna, macchinari in un moderno stabilimento trasformano in pasta la farina, una pasta fatta con il grano e la fatica della mia gente, dice Armando.

La campagna di lancio, creata da Red Cell e diretta dal regista Luca Miniero (il regista di Benvenuti al Sud) per Filmmaster Productions, è stata presentata in anteprima, fuori concorso, al pubblico del Giffoni Film Festival il 16 luglio. Le musiche sono composte e orchestrate da Lorenzo Ferrario.

Ad Armando
Voleva il mare,
disegnava le onde,
negli occhi il colore del grano.

Giochi e capricci,
vento e grano,
era bambino
e aveva tutte le età.

Assunta Viteritti e Mimmo Gallipoli

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